Anatomia di una ruota

>> venerdì 15 luglio 2011

L'ultima volta abbiamo parlato di preparazione della lana per la filatura. Dicevamo che per filare la lana si può usare il fuso o la ruota.


La filatura serve a torcere le fibre trasformandole in filato.


L'attrezzo più antico è il
fuso (drop spindle), comodo e pratico. E' composto da un bastoncino infilato in un tondino forato.

La rotazione che imprimiamo al bastoncino, prolungata dall'inerzia del tondino, torce le fibre e crea il filato.


Il fuso costa poco, così chiunque può avvicinarsi al mondo della filatura senza spendere cifre da capogiro, inoltre si può portare ovunque (caratteristica da non sottovalutare!)


L'esigenza di velocizzare l'attività della filatura portò alla costruzione di apparecchi dotati di pedale.

edit: Alice Twain ha precisato una cosa, riporto le sue parole del commento:


Il filatoio ad alette è un'invenzione degli ultimi quattro secoli. Nel medioevo si usavano i filatoi della tipologia del fuso meccanizzato: un fuso non dissimile a quello manuale era collegato mediante pulegge a una ruota azionata manualmente.


Così nel medioevo compaiono i primi filatoi della tipologia del fuso meccanizzato
(il fuso era collegato ad una ruota che veniva azionata manualmente)

L'arcolaio (o filatoio ad alette) compare in Europa alla fine del XV secolo.


L'arcolaio è un apparecchio realizzato in legno, fornito di una ruota azionata da un pedale che, collegata da una cinghia all'aspo, da' la rotazione al rocchetto su cui si avvolge il filo e alle alette che provvedono a distribuirlo regolarmente sul rocchetto. (fonte wiki)



Vediamo nel dettaglio l'aspo.
Il filo passa attraverso la bocchetta e si arrotola sul rocchetto.
Sulle alette ci sono degli uncini che servono per disporre il filo in modo uniforme sul rocchetto.




Link utili e interessanti:

Gondrano: la filatura

Filodilana

9 commenti:

minpeppex 16 luglio 2011 12:28  

L'arcolaio! che strumento affascinante, ricordo che sin da bambina m'incuriosiva per come riusciva a trasformare in filato le balle di lana, e ancora oggi riesce ad esercitare su di me un fascino davvero particolare, come la gran parte degli strumenti di un artigianato ormai soppiantato dall'industrializzazione.
Grazie per questo tuffo nel passato, un bacio, buona fine settimana!

elena fiore 18 luglio 2011 06:35  

Una si trova lì un gomitolo, e pensa che sia nato così...invece, c'è proprio tutto un mondo intorno.
Incredibile!
Ciao, e°*°

Vale Thewoolbox 18 luglio 2011 10:25  

Che bello l'arcolaio, quell'attrezzo dimenticato...ne avevamo costruito uno a scuola ^_^ che emozione..funzionava davvero!!
Grazie!!

Certain Creatures 19 luglio 2011 09:22  

Interessante questo post! Sapere usare questo strumento oggi come oggi è proprio bello e non bisogna smettere!
un abbraccio e buon crafting!
;)
Francesca

Gotlin 21 luglio 2011 17:20  

E' curioso come gli strumenti del passato ci diano così tanto calore, anche se non appartengono ai nostri ricordi ma a quello di generazioni andate.Complimenti per il blog comunque ! =)

Rosa-kreattiva 28 luglio 2011 11:59  

ciao eli
come al solito la mia posta si accumula e anche se in ritardo cerco di rispondere, ecco svelati tutti i misteri della ruota magica :-)
ti auguro buone vacanze ciao rosa.kreattiva

Alice Twain 11 agosto 2011 14:13  

Il filatoio ad alette è unìinfvenzione degli ultimi quattro secoli. Nel medioevo si usavano i filatoi della tipologia del fuso meccanizzato: un fuso non dissibile a quello manuale era collegato mediante pulegge a una ruota azionata manualmente.

AbcHobby.it 11 agosto 2011 17:04  

grazie alice per il chiarimento. quando torno a casa sistemo il post!!

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